lunedì 21 luglio 2014

Ode alla follia.

Sono sveglia da 24 ore.
Ieri ho avuto una giornataccia a lavoro.
Nonostante ciò, non chiudo occhi per un dannatissimo libro.
''L'altra faccia del silenzio''. Lo presi un bel po' di anni fa e mi ha accompagnato in alcuni periodi bui, o semplicemente strani della vita. Sembra un libriccino insignificante, e invece mi ha insegnato l'arte del silenzio nei momenti di guerra interiore. 24 ore fa nel mio cervello c'è stato un click. Non ricordo più dove sia. L'ho cercato ovunque e chiesto a chiunque, ma non c'è. Ricordo che era giallo e sapeva un po' di polvere, ma era quello il suo fascino.
Click.

Click.

Click.

Sono le 5:18 del mattino. L'ansia mi tiene compagnia, insieme al russare di mio fratello; e quel dannato libro non c'è.

Iris.

''When everything feels like the movies 
Yeah you bleed just to know you're alive''

Il mio film non ha mai fine. Adesso mi trovo a combattere contro ciò che gli altri vedono di me. Insomma, una perfetta eroina pirandelliana, che combatte contro le proprie maschere. Più vado avanti e più mi si stringono sul viso, e mi fanno assomigliare ad una bambola senza volto. Io sono L.  la sfacciata, L. il maschiaccio, L. l'eterna amica. Quest ultimo appellativo ultimamente, mi sta più stretto del solito. Eh già, ho incontrato un ragazzo. Non mi ci sono buttata stavolta. Non avrei potuto, nemmeno se avessi voluto, visto che è fidanzato, o almeno lo era fino a ieri. E io? Gli do consigli su come tornare con la sua 'Federica', perchè è così che fanno gli amici, no?! Ti danno consigli, ti supportano. No, stavolta non sono io ad aver visto in lui tanti pregi. Questa volta sono stati gli altri a raccontarmeli, ed io chiudo gli occhi e stringo la mano... da brava amica. Da brava amica, sto ore a dispensare consigli su come possa far andare la sua storia avanti; da brava amica lo guardo sorridere ingenuamente ad una battuta stupida, e ammiro il suo modo coraggioso e paradossale di essere ingenuo. Non so molto di lui. Da quando ci conosciamo, non si fa che parlare di delusioni passate, di film, di passioni, di come si dovrebbe essere per non soffrire, di quanto per lui sia consolatorio avere un'amica come me. Mentre lui cerca di stare con una ventiquattrenne lunatica, io lo guardo sbavando dietro i modi semplici, e fanculo il dramma. Rinuncerei anche a quello per uno così. No, non sono io a rendermi ridicola, con sciocche illusioni da quindicenne. Questa volta sono gli amici in comune a dire ''dio, G, svegliati un po'. Sei troppo buono!', gli stessi che confermano la sua instancabile fedeltà per chi ama. Continuo a sbavare dietro l'indifferenza. Lui, dolcissimo, mi chiama e mi dice ''L., vuoi essere mia amica? Ne vorrei una come te''. BOOM! Fine. 







(Probabilmente in giro per il blog ci sarà un altro post, con lo stesso titolo, ma pazienza. Chi non ama ''Iris'' dei Goo Goo Dolls?!)