martedì 10 maggio 2016

Costruire.

Oggi mi trovo nella stanza del mio ragazzo (e già, ho un ragazzo), col pc sulle gambe, mentre aspetto che lui torni da lavoro. Ero partita dall'intenzione di trovare un bel film per passare il tempo, ma alla fine mi sono ritrovata su blogger e ho avuto un cosiddetto lampo di genio: cambiamo tutto! La causa è stato il fatto che ho riletto qualche post e mi sono resa conto immediatamente che quella persona non ero più io. Mi spiego meglio. In questi giorni mi tormentava un pensiero atroce, quello di non esser cambiata per niente. Ero paralizzata e terrorizzata dal fatto di esser rimasta la stessa ragazzina triste che ero a sedici anni; completamente impaurita all'idea di poter esser rimasta in compagnia di quel vuoto esistenziale per più del dovuto. Hei, non sono così vecchia, capiamoci! Compio ventitrè anni a Giugno, ma resta di fatto che nessuno vorrebbe ancora provare quelle paure, quelle ansie opprimenti e buie che si conoscono a sedici anni. Adesso che ho riletto qualche post, per l'appunto, mi rendo conto di non assomigliare nemmeno lontanamente alla me di un anno fa, figuriamoci di sette! Sembra una consapevolezza così stupida, ma per me è stata una rivelazione; indi ho deciso di cambiare un po'. Cambio il modo di scrivere come ho cambiato facoltà.
In realtà sono già cambiate un bel po' di cose, oltre al blog e al fidanzato nuovo di zecca... Quest anno ho ricominciato l'università iscrivendomi alla facoltà di scienze della comunicazione. E quale modo migliore di comunicare se non un blog?!

Giorni di cambiamento e consapevolezze frivole.
Mi sento bene.

Non dico che è stato e sarà sempre così, ma meglio apprezzare le cose positive che ti manda una bella giornata di sole.

Peace, love and stay strong!


L.

martedì 16 settembre 2014

Il palombaro.

Alla fine ci sono caduta anche io. Più probabilmente ci sono sempre annegata nelle mie tristezze. Anche io a far compagnia a medici che mi prescrivono cose per non sentire cose. I miei pensieri, i miei sentimenti, le mie paure, le mie ansie, le mie lacrime, le mie flebili felicità non hanno più molto senso. Non ne hanno mai veramente avuto, ma ora che il mio cervello ha ripiegato su sè stesso, ho bisogno di aiuto per ritrovarmi. Il mio mondo, il mio piccolo, perfetto ed ovattato mondo ha avuto la meglio. Ho costruito, mattone su mattone, i muri della mia follia, ed ogni pillola mi impedisce di piangere, di avere la mia cazzo di ora d'aria. Come sopravvivo? Oggi ho visto passare Francesco. Mi è sfrecciato davanti. Lui che credeva di non avere via d'uscita, alla fine ce l'ha fatta a vivere la propria vita, ed io che ci provo con tutte le mie forze, mi ritrovo più sola di prima. Che pena che mi fai, L. Non sai far altro che guardare gli altri andare avanti, aprire il dannato cassetto dei sogni e spaccarlo in testa al mondo. 

La mia apnea quotidiana mi rende sempre più una fallita. 
La mia mediocrità peggiora di giorno in giorno, ed io non riesco più a piangere.
Ho solo rabbia dentro. Non so farmi amare, non so amare, non so tenere stretto ciò che mi fa stare bene, non so tenere stretta me stessa. Cosa cazzo sono io? Un parassita? Una statua? Sono sempre immobile, mentre i pensieri corrono veloci, mentre il mondo gira veloce e mi lascia cadere giù. Vorrei provare un sentimento che mi faccia sentire bene. Non sto più bene. La mia bombola d'ossigeno si è esaurita e tutti i miei pesi mi trascinano sul fondo. 
Mi ritrovo sempre più spesso a pensare al motivo di una vita passata così, da spettatrice. Le parole non mi bastano più, non mi basta più nulla. Voglio sparire. VOGLIO SPARIRE! Cosa c'è di così sbagliato in me, che mi impedisce di respirare? Cosa c'è che impedisce alle persone di avvicinarsi a me senza farmi del male? Il mio incubo è svegliarmi ogni mattina e sapere che sarà un altro giorno sprecato, che il fallimento che sono dovrà deambulare ancora su questa terra infame. Io sono la mia trappola, il mio martirio. Ogni giorno che passa è una punizione a quello che sarei dovuta essere, ma che non sono mai stata capace di diventare. Ogni parola, ogni delusione, ogni ''addio'' è un'ulteriore pugnalata al cuore. Muoio ogni giorno. Affogo ogni giorno. Il mio corpo sopravvive e mi costringe a guardare quanto gli altri siano adatti, mentre io annaspo.









''passo le notti 

nero e cristallo 

a sceglier le carte 

che giocherei 

a maledire certe domande 

che forse era meglio
 non farsi mai''

[Afterhours]

lunedì 21 luglio 2014

Ode alla follia.

Sono sveglia da 24 ore.
Ieri ho avuto una giornataccia a lavoro.
Nonostante ciò, non chiudo occhi per un dannatissimo libro.
''L'altra faccia del silenzio''. Lo presi un bel po' di anni fa e mi ha accompagnato in alcuni periodi bui, o semplicemente strani della vita. Sembra un libriccino insignificante, e invece mi ha insegnato l'arte del silenzio nei momenti di guerra interiore. 24 ore fa nel mio cervello c'è stato un click. Non ricordo più dove sia. L'ho cercato ovunque e chiesto a chiunque, ma non c'è. Ricordo che era giallo e sapeva un po' di polvere, ma era quello il suo fascino.
Click.

Click.

Click.

Sono le 5:18 del mattino. L'ansia mi tiene compagnia, insieme al russare di mio fratello; e quel dannato libro non c'è.

Iris.

''When everything feels like the movies 
Yeah you bleed just to know you're alive''

Il mio film non ha mai fine. Adesso mi trovo a combattere contro ciò che gli altri vedono di me. Insomma, una perfetta eroina pirandelliana, che combatte contro le proprie maschere. Più vado avanti e più mi si stringono sul viso, e mi fanno assomigliare ad una bambola senza volto. Io sono L.  la sfacciata, L. il maschiaccio, L. l'eterna amica. Quest ultimo appellativo ultimamente, mi sta più stretto del solito. Eh già, ho incontrato un ragazzo. Non mi ci sono buttata stavolta. Non avrei potuto, nemmeno se avessi voluto, visto che è fidanzato, o almeno lo era fino a ieri. E io? Gli do consigli su come tornare con la sua 'Federica', perchè è così che fanno gli amici, no?! Ti danno consigli, ti supportano. No, stavolta non sono io ad aver visto in lui tanti pregi. Questa volta sono stati gli altri a raccontarmeli, ed io chiudo gli occhi e stringo la mano... da brava amica. Da brava amica, sto ore a dispensare consigli su come possa far andare la sua storia avanti; da brava amica lo guardo sorridere ingenuamente ad una battuta stupida, e ammiro il suo modo coraggioso e paradossale di essere ingenuo. Non so molto di lui. Da quando ci conosciamo, non si fa che parlare di delusioni passate, di film, di passioni, di come si dovrebbe essere per non soffrire, di quanto per lui sia consolatorio avere un'amica come me. Mentre lui cerca di stare con una ventiquattrenne lunatica, io lo guardo sbavando dietro i modi semplici, e fanculo il dramma. Rinuncerei anche a quello per uno così. No, non sono io a rendermi ridicola, con sciocche illusioni da quindicenne. Questa volta sono gli amici in comune a dire ''dio, G, svegliati un po'. Sei troppo buono!', gli stessi che confermano la sua instancabile fedeltà per chi ama. Continuo a sbavare dietro l'indifferenza. Lui, dolcissimo, mi chiama e mi dice ''L., vuoi essere mia amica? Ne vorrei una come te''. BOOM! Fine. 







(Probabilmente in giro per il blog ci sarà un altro post, con lo stesso titolo, ma pazienza. Chi non ama ''Iris'' dei Goo Goo Dolls?!)


mercoledì 11 giugno 2014

Disturbo istrionico della personalità.

Qui dentro ho un mostro, un malanno, qualcosa di malsano che non mi fa vivere.
Sono continuamente in ansia e probabilmente riprenderò il blog da dove l'avevo lasciato, giusto per non diventare pazza. Non so. Sono fuori. Non c'è concentrazione, non c'è amore vero. C'è qualcosa che mi spinge nella testa a dire e fare, ma non penso sia giusto.

Non è giusta questa mia gabbia.
Io sono la gabbia.
Io non sono giusta.

lunedì 26 maggio 2014

I fink u freeke n' I like u a lot.

(E' il titolo di una canzone. Non sono così ignorante in inglese)

Mai ci furono parole più adatte per questo periodo stranissimo. ''Io penso che tu sia strano e mi piaci molto''. Frank, mio dolce Frank, sei tu il mio strano.
Frank è un ragazzo di 23 anni, con gli occhi più scuri e profondi abbia mai visto. E' dolce, educato. Soffre di depressione. Frank ed io viviamo in simbiosi da 43 giorni esatti ed ancora ci dobbiamo stancare di scambiarci anima e carne. Non c'è amicizia fra noi, e non c'è amore. Ci siamo io e lui ed una stanza in cui fermiamo il tempo. Non mi si fraintenda, non siamo scopamici o chissà quale altra porcheria. Siamo due ragazzi, che ogni tanto si perdono in loro stessi, così in profondità che non sanno più risalire. Ci stiamo aggrappando l'uno all'altra e la cosa mi fa felice, anche se adesso ho troppo tempo per pensare. Si sa benissimo che pensare nuoce gravemente alla salute. Forse mi sto innamorando di quei sue occhi così pieni, o forse no. Non riesco a chiedermelo per paura che questo incantesimo finisca. Insieme abbiamo il potere di fermarci mentre il mondo continua a girare. Ce ne stiamo lì, in silenzio, ad ascoltare musica e a pensare a come portarci a galla. 
Delle volte siamo vicini, quasi potessi sentire l'odore di ogni suo dolore, delle volte va via da me. Mi odia, credo. O odia sè stesso. Io lo guardo, bellissimo e struggente come gli ho detto, e nonostante tutto, ci vedo vita, mentre lui vede buio. Dov'è il pulsante che ti spegne il cervello e ti rende felice, mio dolce Frank? Io vorrei poterti aiutare, ma mi sento inerme e tu sei sempre immenso.

Ti amo, come potrebbero un'amica, una fidanzata, o una sorella.
E ti odio, come farebbero un'amica, una fidanzata, o una sorella perchè non ti lasci salvare nè da te stesso, nè da nessun altro.

venerdì 28 marzo 2014

Dirty, sexy failure.

Non racconto i fallimenti, racconti i miei fallimenti perchè questo è l'unico angolo in cui poter essere egoisti, e pensare a sè stessi. Qui io penso solo ed esclusivamente a me stessa. Sono passati cinque mesi da quando ho conosciuto l'ennesima causa persa. Me ne sono innamorata, e nelle poche volte in cui abbiamo fatto sesso, solo una è stato far l'amore. Com'è strano ricordarsi mani volitive sul proprio corpo, il calore di un bacio dato con forza, guardarsi negli occhi e dirsi ''mi manchi''. Ma è finita lì. Lui vive di attimi ed io di promesse. Ogni tanto torna, mi bacia, mi lega a sè e corre via. Credo provi gusto a dimostrare a sè stesso quanto sia stupida a stargli dietro. Peccato mi sia stancata. Come saprà chiunque abbia mai letto più di un mio pezzo su questo blog, io sono una stupida masochista di vent'anni che ad un certo punto indefinito di ogni sua vicenda sentimentale, spezza qualsiasi corda ed inizia ad accoltellare chiunque le stia accanto.  
Ci siamo.
E' arrivato quel punto indefinito.
O meglio, si sta avvicinando in modo sconclusionato.
Io sono stanca, ogni mia energia è esaurita ed ho voglia di fare l'amore. Voglio farlo in modo forte, sentire tutte le emozioni fin dentro le ossa.
Sono una ragazzina, sono una dannata ragazzina che va per estremi e lo farò fino alla fine. 
Io voglio amare forte. Voglio essere amata forte.