lunedì 26 maggio 2014

I fink u freeke n' I like u a lot.

(E' il titolo di una canzone. Non sono così ignorante in inglese)

Mai ci furono parole più adatte per questo periodo stranissimo. ''Io penso che tu sia strano e mi piaci molto''. Frank, mio dolce Frank, sei tu il mio strano.
Frank è un ragazzo di 23 anni, con gli occhi più scuri e profondi abbia mai visto. E' dolce, educato. Soffre di depressione. Frank ed io viviamo in simbiosi da 43 giorni esatti ed ancora ci dobbiamo stancare di scambiarci anima e carne. Non c'è amicizia fra noi, e non c'è amore. Ci siamo io e lui ed una stanza in cui fermiamo il tempo. Non mi si fraintenda, non siamo scopamici o chissà quale altra porcheria. Siamo due ragazzi, che ogni tanto si perdono in loro stessi, così in profondità che non sanno più risalire. Ci stiamo aggrappando l'uno all'altra e la cosa mi fa felice, anche se adesso ho troppo tempo per pensare. Si sa benissimo che pensare nuoce gravemente alla salute. Forse mi sto innamorando di quei sue occhi così pieni, o forse no. Non riesco a chiedermelo per paura che questo incantesimo finisca. Insieme abbiamo il potere di fermarci mentre il mondo continua a girare. Ce ne stiamo lì, in silenzio, ad ascoltare musica e a pensare a come portarci a galla. 
Delle volte siamo vicini, quasi potessi sentire l'odore di ogni suo dolore, delle volte va via da me. Mi odia, credo. O odia sè stesso. Io lo guardo, bellissimo e struggente come gli ho detto, e nonostante tutto, ci vedo vita, mentre lui vede buio. Dov'è il pulsante che ti spegne il cervello e ti rende felice, mio dolce Frank? Io vorrei poterti aiutare, ma mi sento inerme e tu sei sempre immenso.

Ti amo, come potrebbero un'amica, una fidanzata, o una sorella.
E ti odio, come farebbero un'amica, una fidanzata, o una sorella perchè non ti lasci salvare nè da te stesso, nè da nessun altro.

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