sabato 2 novembre 2013

Francesca.

Qui posso parlare liberamente. Lei non c'è. Io non ci sono. Possiamo nominarci senza rabbia nè tristezza.
Non so cosa ci abbia allontanate realmente, non mi interessa nemmeno. Ci siamo scambiate parole cariche d'odio e io dopo di lei ho abolito la fiducia. Ho abolito le lettere fra amiche, mi sono vietata di amare qualcuno come lei.
Non sono più interessata a chi avesse ragione, ricordo solo che ci eravamo ripromesse di invecchiare e contarci le rughe a vicenda. Stasera mi sono ritrovata a pensare a lei, a quanto ancora mi faccia male quell'amicizia fragile. Forse eravamo destinate ad esser sorelle, ma non nel modo in cui credevamo.
Non lo so. Sto meglio in silenzio, e lei sta meglio senza me. Alla fine credo di poterci ritenere entrambe relativamente felici, anche se ancora devo capire cosa cazzo sia l'esser felici.
Spero nella sua nuova vita, spero nella mia scelta. Spero che un giorno ci rincontreremo e ci sarà uno dei suoi sorrisi sbilenchi ed una delle mie lacrime, ma nessun abbraccio. Solo un incontro furtivo ed un perdono per due grandissime teste di cazzo che si sono amate tanto.

3 commenti:

  1. No. Non sono qui per dirti che hai scritto una cosa bellissima ed edificante. Non ti dico nemmeno che questo tuo scritto abbia uno stile meraviglioso. Dico altro invece. Dico che è un pezzo di vita vera quello che hai trasformato in parola. Dico che lo comprendo benissimo - io che leggo- che amaro sapore di sangue puoi avere in bocca. E' quel sapore che rimane dopo una delusione e quando ti pare di essere tu, perfino inadatta alla vita. Quel sapore che fa male e bene allo stesso tempo. Quel mood che ti porta a cercare sollievo nel silenzio. Perchè in certe occasioni accade così: solo il silenzio sembra clemente per le ferite che ci portiamo. Sai, a me pure, è capitato in passato di vedere andare in fumo la fiducia in persone a cui volevo un bene dell'anima... e mi chiedo cosa resta dopo? ...rabbia sopita, fumo, una nebbia di domande e la vaga sensazione di essere sbagliati, di avere fatto cazzate, di non aver capito... eppure al di là di tutto sono certo che il bene da qualche parte c'è ancora. Magari sotto metri di cenere. Arde ancora, silente e stupito del suo non capire se stesso.

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  2. Io spero di incontrare qualcuno che mi lasci riaccendere quella fiamma, spero di trovare qualcuno che instilli di nuovo in me fiducia. Mi sono ripromessa però di non paragonare mai nulla a quell'amicizia, anche se è finita con parole amarissime. Mi piace quel dolce ricordo, e mi piace pensare di aver avuto una cosa speciale solo mia. Buh, forse sogno troppo, ma per me l'amicizia è qualcosa di pulito, e bellissimo, tutto quello che c'è intorno lo sporca e lo lascia appassire. Magari un giorno troverò chi dentro ha quel bene di cui parli.

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  3. Proprio così Piuma, dopo una ferita di questo tipo, la fiducia va ricostruita piano piano. Non è immediato perchè all'inizio siamo tutti doloranti e tutto ci fa male.
    Però ci sono esperienze di amicizia che anche se poi si chiudono, ci restano per sempre dentro. Il loro ricordo diventerà qualcosa di dolce che ci scalda, trasformandosi in una grande gratitudine per avere avuto quel dono. Non pensare di sognare troppo. Senza sogni si diventa niente.

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