Affido solo qui le parole più cattive contro me stessa.
Visto che fa paura l'insicurezza, incute terrore un minimo d'intelligenza e non posso nemmeno utilizzare la cosiddetta bellezza, perché non ce n'è. Che mi rimane? La fiducia che ispiro. I consiglio che posso dare a chi mi affida un pezzetto di se. Ogni tanto rileggo ogni storia e vorrei che sotto una di esse, ci fosse la mia firma. Ma ogni storia ha il suo protagonista, ed io non ho la stoffa per stare sul palco. Sono lì, dietro le quinte, a cercare di impedire che cali il sipario su uno spettacolo, o a farlo calare velocemente su un altro. E' come se una bambola di porcellana osservasse le persone vivere, ma lei è lì. Fissa nel tempo per un corpo ingrato, e non può piangere. Io non piango. Io non rido. Fingo. Istruisco gli altri, come un bravo regista, e poi mi rannicchio nel retroscena ad applaudire. Non sono un pubblico, non sono un attore, non sono una voce. Sono solo una mano tesa. E mi dovrà sempre bastare.
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