domenica 27 gennaio 2013

Caduta libera.

Fino a che punto è giusto desiderare? E fino a che punto è giusto dire di non aver avuto?
Delle volte ho freddo. Mi stringo nel maglione, ma è sempre troppo poco e guardo la gente sfilare nel calore delle loro pellicce, e penso che loro hanno qualcosa che io non ho.
Quel qualcosa è la leggerezza. Mi sento sempre appesantita dal fatto che io ''abbia'', semplicemente possieda, e mi sento in colpa per il solo fatto di desiderare qualcosa. Come si fa a dire ad alta voce ''Mi piacerebbe averlo'' senza sentirsi egoisti, o materialisti, o superficiali, o... non so, qualcosa di cattivo immagino. Sono una ragazzina, non ho mai voluto molto, o almeno, mai più di quello che già avessi. Non ho mai preteso, mai strafatto, mai rinfacciato. Eppure adesso mi sento in colpa per ogni festa a cui vorrei andare; per ogni vetrina che guardo; per tutte le volte che vorrei andare a mangiare una pizza. Me ne resto chiusa in casa da giorni ormai, spenta dentro. Innamorata persa, persa nell'amore. Non voglio guardare nulla e nessuno perché se desidero la minima sciocchezza, mi sento male. Anche io sono diventata tutto quello che ho sempre criticato e mi viene da vomitare al solo pensarci.


Questo mondo di plastica,
ha corrotto anche me.

Mentre mi lascio avvelenare,
cado,
silenziosamente,
nella mia solitudine.

2 commenti:

  1. Ho appena letto queste parole e ho l'impressione che tu stia perdendoti dentro un senso di colpa che invece dovrebbe essere delimitato e considerato con più benevolenza. Il desiderare non fa parte di tutti quanti? E' da sempre un elemento della persona quindi non ci vedo nulla di sbagliato. Tuttavia diventa pericoloso se ne diventiamo succubi, schiavi, se ci lasciamo condizionare. Io penso che il desiderio è fisiologico e giusto ma devo saper distinguere fra ciò che che sono io come individuo e ciò che desidero. Non dovrei mai far prevalere le cose che desidero rispetto al valore di me come persona.
    Se non posso averle, perchè sentirmi in colpa per quel desiderio?
    Forse dovresti vedere la cosa con più realismo:da una parte ci stanno le cose che puoi desiderare (ed è più che leggittimo e giusto desiderarle) dall'altra parte ci stai tu, che non può farti schiacciare da un senso di colpa. Tu rimani tu con o senza quel desiderare... Non cambia il tuo valore e la stima che devi avere di te. Io la sento così questa cosa. Non fartene schiacciare... Non farti avvelenare dai sensi di colpa. E' sempre sbagliato farlo. Se vuoi andare verso la leggerezza devi gettar via queste paranoie e tornare a vivere con immediatezza. Pensa ai bambini... Loro non hanno complessi di colpa, perchè si sentono innocenti e vivono in modo spontaneo. E' un buon punto di partenza, almeno secondo me. Un saluto. C.

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  2. Non so nemmeno io se già mi sono fatta schiacciare da quel senso di colpa, oppure sono io stessa a schiacciare lui. Scusami, delle volte sono contraddittoria ed incasinata, piena di complessi, ma grazi mille per il consiglio. Ne farò tesoro.

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