Fra ieri ed oggi ho avuto ben tre sorprese inaspettate. Ieri ho visto alla tv Mare dentro. Film spagnolo che parla di spagnoli. Il primo che abbia visto di quel paese che non mi abbia fatto vomitare sangue. Era la vera storia di un uomo che ha combattuto per tutta la vita, pur di morire. Voleva il diritto alla morte, che alla fine si è dovuto prendere con la forza. Un paraplegico, a cui era stata tolta la scelta. No, stasera non ne faccio di riflessioni morali, vorrei solo consigliarvi un paio di film ed un buon libro. Penso che su delle cose bisogni pensare solo nella propria testa, per non farsi scappar via il pensiero, il profondo significato che quella scena o quella parola messa in quel posto abbia acquisito dentro di te. Se qualcuno leggerà questo post, spero faccia una capatina su casacinema.eu e lo guardi. Anche solo per un pò.
Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell'incontro.
Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell'universo:
L'abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio
Il tuo sguardo il mio sguardo, come un'eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.
Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.
[Mare dentro]
La seconda sorpresa di ieri è stato un libriccino di poche pagine, regalatomi dalla madre di un mio caro amico.
''Le stagioni della vita. Frammenti di emozioni'' . Suggestivo già il titolo. E' una lettura semplice, scarna, di una struggente leggerezza, che ti priva di qualcosa lentamente che manco te ne rendi conto. Non racconta nulla, e racconta tanto. Sembra la storia del vento. La conosci. Ti arriva leggera. E così leggera se ne va, lasciandoti i segni di tutti i viaggi che ha compiuto. Vi lascio solo il titolo, qualsiasi altra cosa sarebbe uno spoiler.
Infine, un altro film. Piccolo ed importante. 50 e 50. Il protagonista è un attore che a me piace tanto. Ha sempre una pacata dolcezza sul viso, e quel poco di malinconia che serve ad un malato di cancro, in questo caso. Non è il solito film dove lui piange, vuole morire, si dispera bla bla bla. Anzi, si fa tante canne, non ha la patente, assiste allo spegnersi del padre, meno consapevole della malattia. Mi ha colpito. Per il momento non saprei dire esattamente il perchè, ma io sono fatta così. Ho bisogno di crogiolarmi fra i mille pensieri e le mille emozioni per riuscire a cogliere il senso di una sola cosa. Quella che mi ha colpita al petto e che mi porterò dietro parlando quei film, di quel libriccino.
Quindi se avete tempo, se vi ho incuriositi un po', andate in libreria e sfogliate quel libro, annusatelo. Sa di buono. E se una sera siete soli e avete voglia di smettere di cazzeggiare e lasciarvi andare al mare, ai pensieri altrui, guardatevi quei due film.
Mi assumo ogni responsabilità, ma ve ne prego quasi, cogliete la piccola opportunità di vedere, annusare, leggere, sentire piccole grandi emozioni che spesso ci sfiorano, ma sono come il vento...
mercoledì 11 settembre 2013
giovedì 5 settembre 2013
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Il titolo sarebbe un inizio, ma se il mio non lo ricordo, come posso crearne uno di sana pianta? Non ricordo quale filosofo dicesse che noi esseri umani non siamo dotati di sana e pura fantasia, ma che diamo vita da rimembranze passate. In poche parole, non è che siamo poi così originali. Questo post sarà molto più inutile degli altri; un'accozzaglia di pensieri, così come mi passano per la testa, alla Joyce. Stasera ho visto Red dragon, uno dei capitoli della saga di Hanniba ''the cannibal''. Mi ha fatto pensare a quanta mostruosità si nasconda nella mia normalità. Di quella degli altri forse ne parlerò in seguito. I miei quotidiani e maniacali riti di iniziazione mi portano a pensare che in me ci sia qualcosa del prototipo di sociopatico. Spesso mi fermo a chiedermi se davvero ami chi dica di amare o lo sventrerei sul serio con una motosega, ma sarebbe impossibile visto che ieri ho beccato un topo sulla colla e sentendolo squittire di paura, ho iniziato a piangere per lui. Allora cosa c'è che non va, L.?
Cosa ti da sempre la sensazione di essere seguita, spiata? Hai paura persino ad ammetterlo. Ok, ritorno alla prima e più razionale persona. La mia paura del buio mi sta lasciando impazzire. Sto qui, nella mia camera a scrivere nervosamente, con la consapevolezza che se chiudo gli occhi non avrò più il controllo sulla paura.
Paura... Penso sia la parola più citata in questo dannato blog.
Poche inutili parole insomma sulla mostruosa infantilità che spesso dimostro.
Mi piacerebbe essere una di quelle persone tutte d'un pezzo. Fredde, ciniche. Non starei più qui a parlare dei miei presunti amici, che dopo anni scompaiono nel nulla. Non starei qui a parlare del mio ragazzo, che a ventuno anni sembra un ragazzino di undici, a cui io debba fare da badante. Non starei più qui a parlare di quanto mi sembri pesante tutta questa vita poco vissuta, perchè starei lì fuori a viverla. Non so. Troppe congetture? O troppe poche?
Mi piacerebbe vivere e vivermi alla giornata. Me lo riprometto, ma alla fine cerco sempre di capire cosa verrà nell'attimo in cui chiuderò i miei dannati occhi ed inizierò a vedere.
Cosa ti da sempre la sensazione di essere seguita, spiata? Hai paura persino ad ammetterlo. Ok, ritorno alla prima e più razionale persona. La mia paura del buio mi sta lasciando impazzire. Sto qui, nella mia camera a scrivere nervosamente, con la consapevolezza che se chiudo gli occhi non avrò più il controllo sulla paura.
Paura... Penso sia la parola più citata in questo dannato blog.
Poche inutili parole insomma sulla mostruosa infantilità che spesso dimostro.
Mi piacerebbe essere una di quelle persone tutte d'un pezzo. Fredde, ciniche. Non starei più qui a parlare dei miei presunti amici, che dopo anni scompaiono nel nulla. Non starei qui a parlare del mio ragazzo, che a ventuno anni sembra un ragazzino di undici, a cui io debba fare da badante. Non starei più qui a parlare di quanto mi sembri pesante tutta questa vita poco vissuta, perchè starei lì fuori a viverla. Non so. Troppe congetture? O troppe poche?
Mi piacerebbe vivere e vivermi alla giornata. Me lo riprometto, ma alla fine cerco sempre di capire cosa verrà nell'attimo in cui chiuderò i miei dannati occhi ed inizierò a vedere.
mercoledì 4 settembre 2013
Don't u understand, I'll never changin' who I am. [Imagine Dragons - It's time]
E' tempo.
Non so di cosa, ma è tempo. Forse di riprendere un po' questa cazzo di vita in mano, di prendermi le soddisfazioni a cui aspiro da qualche anno ormai. Forse è tempo di riscattarmi un po'.
No, non sono i buoni propositi del nuovo anno anticipati di qualche mese, sono io che mi vedo buttare giorni buoni su un divano ad aspettare. Cosa dovrei aspettare?
Prima ho cercato e mai trovato.
Ora ho aspettato e nulla è arrivato.
Allora ricomincio a muovermi, a rincorrere il mondo visto che li non ha mai rincorso me.
Ho inforcato i miei occhiali da sole, attivo la modalità ''fanculo tutti, io vivo'' e vado avanti. Il solo metterlo nero su bianco già mi soffoca dalla paura, ma io sono abituata a quella, il problema è il premio; l'obiettivo. E se ci riesco? E se vinco io questa volta? Cosa succede? I film mi hanno insegnato che nella vita reale la rivalsa è solo per i vincenti che hanno un colpo di sonno, non per chi come me, dorme ancora con le luci accese per non farsi prendere dall'uomo nero.
Cazzo, l'uomo nero!
Io lo conosco bene. Ne sono quanto mai affascinata. Credete a me, non ha nulla di cinematograficamente pauroso, è solo un futuro prossimo poco controllabile. Allora mi tengo alla larga. La luce accesa, la pesante fragilità di sempre, la staticità di una vita vissuta all'angolo.
La protagonista qui sono io, e porco cane, voglio partecipare a questo cazzo di film!
Non so di cosa, ma è tempo. Forse di riprendere un po' questa cazzo di vita in mano, di prendermi le soddisfazioni a cui aspiro da qualche anno ormai. Forse è tempo di riscattarmi un po'.
No, non sono i buoni propositi del nuovo anno anticipati di qualche mese, sono io che mi vedo buttare giorni buoni su un divano ad aspettare. Cosa dovrei aspettare?
Prima ho cercato e mai trovato.
Ora ho aspettato e nulla è arrivato.
Allora ricomincio a muovermi, a rincorrere il mondo visto che li non ha mai rincorso me.
Ho inforcato i miei occhiali da sole, attivo la modalità ''fanculo tutti, io vivo'' e vado avanti. Il solo metterlo nero su bianco già mi soffoca dalla paura, ma io sono abituata a quella, il problema è il premio; l'obiettivo. E se ci riesco? E se vinco io questa volta? Cosa succede? I film mi hanno insegnato che nella vita reale la rivalsa è solo per i vincenti che hanno un colpo di sonno, non per chi come me, dorme ancora con le luci accese per non farsi prendere dall'uomo nero.
Cazzo, l'uomo nero!
Io lo conosco bene. Ne sono quanto mai affascinata. Credete a me, non ha nulla di cinematograficamente pauroso, è solo un futuro prossimo poco controllabile. Allora mi tengo alla larga. La luce accesa, la pesante fragilità di sempre, la staticità di una vita vissuta all'angolo.
La protagonista qui sono io, e porco cane, voglio partecipare a questo cazzo di film!
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