mercoledì 11 settembre 2013

Il vento m'ha portato qualcosa di te.

Fra ieri ed oggi ho avuto ben tre sorprese inaspettate. Ieri ho visto alla tv Mare dentro. Film spagnolo che parla di spagnoli. Il primo che abbia visto di quel paese che non mi abbia fatto vomitare sangue. Era la vera storia di un uomo che ha combattuto per tutta la vita, pur di morire. Voleva il diritto alla morte, che alla fine si è dovuto prendere con la forza. Un paraplegico, a cui era stata tolta la scelta. No, stasera non ne faccio di riflessioni morali, vorrei solo consigliarvi un paio di film ed un buon libro. Penso che su delle cose bisogni pensare solo nella propria testa, per non farsi scappar via il pensiero, il profondo significato che quella scena o quella parola messa in quel posto abbia acquisito dentro di te. Se qualcuno leggerà questo post, spero faccia una capatina su casacinema.eu e lo guardi. Anche solo per un pò.

Mare dentro, in alto mare – dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell'incontro.
Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell'universo:
L'abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio
Il tuo sguardo il mio sguardo, come un'eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.
Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.

[Mare dentro]




La seconda sorpresa di ieri è stato un libriccino di poche pagine, regalatomi dalla madre di un mio caro amico.
''Le stagioni della vita. Frammenti di emozioni'' . Suggestivo già il titolo. E' una lettura semplice, scarna, di una struggente leggerezza, che ti priva di qualcosa lentamente che manco te ne rendi conto. Non racconta nulla, e racconta tanto. Sembra la storia del vento. La conosci. Ti arriva leggera. E così leggera se ne va, lasciandoti i segni di tutti i viaggi che ha compiuto. Vi lascio solo il titolo, qualsiasi altra cosa sarebbe uno spoiler.

Infine, un altro film. Piccolo ed importante. 50 e 50. Il protagonista è un attore che a me piace tanto. Ha sempre una pacata dolcezza sul viso, e quel poco di malinconia che serve ad un malato di cancro, in questo caso. Non è il solito film dove lui piange, vuole morire, si dispera bla bla bla. Anzi, si fa tante canne, non ha la patente, assiste allo spegnersi del padre, meno consapevole della malattia. Mi ha colpito. Per il momento non saprei dire esattamente il perchè, ma io sono fatta così. Ho bisogno di crogiolarmi fra i mille pensieri e le mille emozioni per riuscire a cogliere il senso di una sola cosa. Quella che mi ha colpita al petto e che mi porterò dietro parlando quei film, di quel libriccino.

Quindi se avete tempo, se vi ho incuriositi un po', andate in libreria e sfogliate quel libro, annusatelo. Sa di buono. E se una sera siete soli e avete voglia di smettere di cazzeggiare e lasciarvi andare al mare, ai pensieri altrui, guardatevi quei due film.

Mi assumo ogni responsabilità, ma ve ne prego quasi, cogliete la piccola opportunità di vedere, annusare, leggere, sentire piccole grandi emozioni che spesso ci sfiorano, ma sono come il vento...

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