giovedì 26 luglio 2012

Maiali e rose bianche.


Con 'Creep' dei Radiohead nelle orecchie, mi cade una lacrima di tristezza.
Tristezza per te ragazzo, che a ventitrè anni mi dici porcate su facebook.
Tristezza per me stessa, che a diciannove anni sto perdendo la speranza che riponevo nel valore dei sentimenti. Guardo i miei genitori. Venticinque anni, mai un cedimento, mai una carezza mancata. Non sono la coppia perfetta dei film, ma c'è rispetto, c'è ancora lo sguardo innamorato. Io, piccola ragazzina che sogna, li guardo e quasi provo invidia. Vorrei tanto poter credere nel bacio fiducioso ed imbarazzato; vorrei poter credere nel fiore a S. Valentino; vorrei poter credere ai piccoli, insignificanti gesti che fanno bello qualsiasi momento. Vivo in un mondo maiale. Si, un mondo in cui tutto il banale è sottomesso alla fabbrica del sesso. SESSO. SESSO. SESSO. E' tutto ciò che esiste ed io sto iniziando ad odiarlo. Odio lo sguardo invadente dei ragazzi, odio gli abiti attillati, odio il concetto perverso d'amore che mi bombarda le orecchie, la carne.
Questo sono: un pezzo di carne da macello.

Come ho già scritto una volta: lascio il corpo ai pragmatici. Io preferisco il cuore.


[Lisa]

martedì 24 luglio 2012

Annegando in un mare di tagli.

Dove potrei mai trovare un briciolo di libertà?
C'è solo rabbia e veleno in queste mie vene.
Il mio cuore perde battiti, ed io non so più dove fuggire.
C'è una solitudine bastarda che mi perseguita, ed una gabbia infame che non mi lascia volare.
Io sono la rondine che tanto ammiro al mattino, ma mi stanno abbandonando anche i sogni. Tutto è così vero e doloroso. Ogni granello di vita scivola silenzioso sul mio cuore che non ha più forza di respirare. Ho un'anima stanca, sono un contenitore troppo stretto. Porto mille fardelli invisibili, trascinati da occhi tristi e troppo chiari per poter nascondere quello che sono: un dolore, una sconfitta.
Imploro un po' di pace, l'annullamento dei sensi.
Preferisco la mia sigaretta, i litri di alcool, nascosti agli occhi di chi mi conosce. Preferisco la solitudine che mi impongo, a quella a cui mi costringono.
Io non cresco.
Io resto insignificante.



Ho bisogno di respirare.

martedì 17 luglio 2012

I was looking for a breath of life For a little touch of heavenly light But all the choirs in my head say, no [Florence + The machine]

La primavera nel cuore è dolore,
è gioia. 

E' tornare a casa e vedere il sorriso stanco e sacrificato di una madre.
E' abbracciare un amico in silenzio.
E' piangere al buio perché i tuoi sono dolori stantii.
E' vedere tuo fratello cadere e rialzarsi, aggrappato alla tua mano.

La primavera che io mi porto nel cuore è la vita che cerco di vivere, che pretendo di scegliere,
contro cui combatto, che ogni giorno difendo.



Un bacio sporco sa spogliarmi il cuore dagli incubi [Afterhours - La vedova bianca]

C'è una rabbia dentro di me, che non trova più sfogo in una sigaretta,
o nei baci sporchi d'ipocrisia.
Siamo esseri creati per complicare ogni singolo momento della propria esistenza.
Vivisezioniamo ogni secondo pur di trovare il difetto, che rende la nostra vita diversa da un film.
Ma cosa diavolo è la vita?
Un cumulo di scelte, un destino a cui ci predisponiamo nel momento stesso in cui sappiamo di poter ragionare.
Dove finisce tutta il raziocino quando si parla di cuore?
Un muscolo involontario e dannatamente bastardo, che pretende e non dà mai nulla in cambio.

Siamo pezzi di carne, cinici, presuntuosi ed ignoranti.

martedì 10 luglio 2012

E c'era come un rumor di vetro infranto Ed una sensazione di allegria sommaria. [Novembre - Memoria stoica/vetro]

Perché mi fa così male portarmi questo contenitore dietro? Il mio corpo è un fardello, un mostro sadico che mi tortura ogni giorno. Chiedo venia alla natura. Lasciami godere della mia età, lasciami almeno sognare la bellezza, perché nel mondo in cui vivo quel concetto così superficiale dà serenità, dà sicurezza e stabilità.
I limiti che m'impone questa carne che sono, mi tagliano il respiro, mi costringono ad un'inquisizione quotidiana. Vorrei avere il coraggio di tornare al mio nascondiglio fatto di musica e sguardi tristi. La plastica di queste bambole che mi sfilano davanti, mi uccide.Questo è il mio dicembre.
Questo è l'inverno che porto nel cuore.  Vorrei tanto poter controllare i meccanismi che mi compongono, poter sostituire quelli difettosi, avere la possibilità di abbandonarmi ad uno sguardo che mi si posa sul viso. Il mio è la deformità che tutti temono. Che stupida ragazzina è questa. Una piccola testolina con una mente stupida e troppo ingombrante. Quanto vorrei una notte per poter sognare. Sono così piccola, perché mi hanno strappato anche questo? Cosa c'è di così bello in questa costante tensione che mi fa tremare?


Non ho bisogno di lacrime.
Ho bisogno di cecità.

domenica 8 luglio 2012

Una stella per ogni rondine.

Odio la notte.
Non c'è frenesia.
Taglia il respiro, per lasciare che ogni energia affluisca alla mente. Sono completamente occupata da una romantica e tragica voglia di sentirmi, di sentire l'intero mondo sfiorarmi la pelle.
Io sono una gabbia di cristallo ed acciaio. Io non provo dolore, sono il riflesso di sentimenti. Quelli con cui sporco i fogli. Visto? Sono romantica, appassionata, contraddittoria, egocentrica, straziata.

Sono la rondine nei cieli cobalto. Ma adesso è notte, e la rondine osserva il buio dei suoi sogni, mentre io osservo me stessa al di fuori della mia coscienza.

Eccoli i miei pensieri: contorsionisti di un sadico circo.


Amo farmi male.


[Ti confesso il segreto che portan dietro i miei occhi tristi:
quello che vedi è solo anima ed inchiostro.


-Sai qual'è la cosa bella dell'altezza?
-Quale?
-Che ti lascia aver paura.]

giovedì 5 luglio 2012

Candida e bestiale.

Da poco ho conosciuto una persona.
E' una gioia vederla ridere, visto quanto pesa porta nel sangue.
Il cuore prende direzioni distruttive e meravigliose.
Per quanto un battito possa essere terrificante, ti lascia sempre quella sensazione di vitalità.
Eppure di vita ce n'è poca nei suoi occhi, ma ti lascia dentro un sorriso coraggioso, la voglia di battere i pugni sul mondo per ricordargli che esisti.
Vuole restare, ed io, ignorante ed insignificante, vorrei dargli briciole di cui potersi nutrire.
Per dargli possibilità.
Perché possa disobbedire alla consuetudine della morte.


-La chiave della felicità è la disobbedienza-
[Quello che non c'è - Afterhours]

Iris.

Come quel fiore a cui hanno dedicato quella canzone,
una delle tante che ti lasciano chiudere a riccio, per poter scoppiare dentro.
Adesso appassisco. Rinasco al mattino, coi raggi di un sole prepotente. Ricordo un sorriso, ricordo di saper ricordare. Richiudo i petali e mi arrendo alla sterilità della mia solitudine. La danza convulsa a cui mi costringe il vento, mi risveglia dal mio torbido sogno di morte. Quanta vita ho ancora da spendere? Eppure amo guardare il cielo tramontarmi sulla pelle. Eppure amavo le tue mani tramontare sulle mie nudità.
Sono un fiore.
Scoppio in mezzo alle tue mani incuranti.

Adesso resto a cullarmi fra notti senza stelle e mancanze sbiadite.


-Fumo un'altra sigaretta perché è facile buttarsi via.
Respiro e scrivo.-

[Piangi Roma - Baustelle ft Valeria Golino]

martedì 3 luglio 2012

Veleni che portan vita.

Avrei bisogno di tornare alla mia quotidiana tortura.
La mia normalità è qualcosa di lacerante,
una corda di chitarra stretta alla gola.
Non soffoca,
ma taglia lentamente.

Sono una creatura alla ricerca costante di un punto fisso,
qualcosa su cui focalizzare ogni sua mania, e scaricare le energie per proclamarsi stanca. E' un processo di nascita e morte. Non c'è crescita perché tutto è statico, immutabile. Si soffre, si muore. Si rinasce al mattino, al primo respiro che ti ricorda di dover esistere un giorno in più.
No, non sto parlando di morte fisica, ma della morte che ti strazia il cuore e ti costringe a vivere per poter sentire tutto il vuoto.

Tutto questo veleno non m'appartiene. Lo sputo su questi fogli virtuali, pur di non trasformarmi nello stesso coltello che mi ferirebbe.
Queste sono le guerre che dichiaro a me stessa ogni giorno, e come quelle vere; quelle combattute, non hanno un senso.

lunedì 2 luglio 2012

Andata senza mai ritorno.

Sono tornata.
Un po' perché è tornato il pc, più nuovo di prima, un po' da me stessa.
Mi ero persa in quell'amore ossessivo che è nei tuoi occhi, che mi porta il tuo profumo.
Ero disposta a tornare, a riaverti vicino, ma sono stata messa da parte.
Non sono caduta,
come non sono cadute nuove lacrime.
Nessun cuore spezzato, nessun dolore lacerante.
Mi è rimasta solo la più forte convinzione che tu sia il cinico ed io la tenera sognatrice di sempre.
La tenera sognatrice uscita dal suo incubo.



-Il battito d'ali di una farfalla scatena un uragano dall'altra parte del mondo-
                           Teoria del caos