giovedì 5 luglio 2012

Iris.

Come quel fiore a cui hanno dedicato quella canzone,
una delle tante che ti lasciano chiudere a riccio, per poter scoppiare dentro.
Adesso appassisco. Rinasco al mattino, coi raggi di un sole prepotente. Ricordo un sorriso, ricordo di saper ricordare. Richiudo i petali e mi arrendo alla sterilità della mia solitudine. La danza convulsa a cui mi costringe il vento, mi risveglia dal mio torbido sogno di morte. Quanta vita ho ancora da spendere? Eppure amo guardare il cielo tramontarmi sulla pelle. Eppure amavo le tue mani tramontare sulle mie nudità.
Sono un fiore.
Scoppio in mezzo alle tue mani incuranti.

Adesso resto a cullarmi fra notti senza stelle e mancanze sbiadite.


-Fumo un'altra sigaretta perché è facile buttarsi via.
Respiro e scrivo.-

[Piangi Roma - Baustelle ft Valeria Golino]

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