martedì 23 ottobre 2012

I'm only a crack in this castle of glass (Linkin Park)

Puntualmente se ne va un altro piccolo pezzetto.
Affogato nell'ennesima lacrima, se ne va un'altra briciola di cuore. Mi chiedo quando finirà mai del tutto. Mi chiedo quando finirò di sentirmi così dannatamente insignificante. Mi chiedo quando smetterò di torturarmi. Mi chiedo quando riuscirò di nuovo a sorridere. Oggi è stato massacrante. L'università è dura, ma mi piace scomparire tra i libri. La gente mi osserva, mi smantella pezzo per pezzo finché non resta una miseria nuda e crudele. E' quella ad avvelenarmi gli occhi. E poi mi piace nascondermi dietro una maschera, di notte, quando nessuno può vedere i mille difetti di questo schifo che mi porto addosso. Mi piace far finta di sentirmi fata, e magica, e bella, perché il buio di cui ho il terrore riesce ad avvolgermi, a rendermi perfetta tra le perfette agli occhi degli altri, mentre dentro vacillo. Mentre dentro mi si incrina qualcosa. E cado. Mi spezzo. Voi spettatori ed attori di questo circo sadico, siate felici di sapere che io sono l'ultimo. L'ultimo nell'infinito.


Per me non ci sono canzoni.

domenica 21 ottobre 2012

Are you still alive?

Mi manca l'idea di un improbabile ''noi''.
La stupidità di un cuore romantico è inversamente proporzionale a quella che ho di stringergli la mano. Cristo, vorrei che la mia vita non girasse solo intorno ad un sentimento. E' il mio problema, come quello di altri milioni di persone, ma nonostante attraversi quella massa in sofferenza, mi sento sempre sola, poco compresa. Una goccia senza oceano, insomma. Quante stupidaggini potrò scrivere in una sola notte? Se solo riuscissi ad incontrare una mente altrettanto brillante, forse potrei lasciarmi innamorare in santa pace. Provare semplicità, carezze con un fine più profondo di una fottuta penetrazione. Invece no. La gente intelligente è rara e sicuramente non si innamorerebbe di me, proprio perché è intelligente.

It will be infinity.

martedì 16 ottobre 2012

Se potessi far tornare indietro il mondo..

Preferisco far finta che non esiste, che non ci sia null'altro che un muscolo a battermi in petto, e non una speranza, l'inizio di un sentimento. Preferisco vederti come un giocattolo da sfruttare, maltrattare e tra un po', buttare, per lasciare spazio a qualcosa di meglio.  A qualcuno di meglio. Qualcuno che si ricordi il colore dei miei occhi, che divida il suo tempo in base al mio, con cui condividere il mio di tempo in base al suo. Che preferisca un mio abbraccio, a quello freddo e sconosciuto dell'ennesima di passaggio nel suo letto. Forse è vero che l'amore non esiste, ma sono un'agnostica in campo sentimentale. Me ne frego della veridicità della sua esistenza, preferisco prendermi semplicemente quello che mi fa bene. Sebbene fino a poco fa speravo fossi tu, adesso vorrei solo togliermi da dosso il tuo odore, il tuo sapore, la tua maglietta celeste, e starmene fra le braccia di chi guarda me e solo me. Io ti odio perché mi hai fatto sentire (to feel) dopo fin troppo tempo. Io sento (to feel) forte, incredibilmente. Io non lascio andare. Io desiderio. Io passione. Io amore. Io forza. Io sentimento.

mercoledì 10 ottobre 2012

Possibilità.

Non cerco più di spiegarmi le cose. Forse sto rendendomi conto che non c'è sempre senso alle cose, sto rendendomi conto che la cosa che più attira gli altri a me, li ferisce ed allontana.
Gli occhi tristi lasciano innamorare quelli ignoranti, e spaventano quelli con sentimenti affini.

martedì 9 ottobre 2012

''Sarà che non ci posso fare niente se ora mi viene su il veleno'' (Ligabue)


Al terminal.
Ho i pensieri incasinati. Vorrei scrivere tremila cose, ma mi sanguinano le mani. Ci sono nuvole grige sulla testa, e grige sulla pelle, negli occhi, sul cuore, dentro il cuore. Ma io ce l'avrò davvero un cuore? Me l'immagino come un motore, non imperituro, nemmeno perfetto, solo qualcosa di incasinato. Una fabbrica di operai disperati e sporchi. ''E io che il mio disprezzo me lo tengo dentro'' (Ligabue). Dovrei smettere di ascoltare canzoni. Mi graffio da sola e non sto bene. Non sto mai bene. Vorrei arrivare a capire cosa diavolo io pretenda da questa fottutissima vita. Una casa? Un amore? Un silenzio mio? Ma ci sono silenzi da possedere? Sarò sempre costretta ad ascoltarmi ed ascoltare gli altri? Si dice che parlare faccia bene, ti lasci scivolare addosso i guai, ma io ho dei guai? Piango per le mie lacrime, mangio le mie mani, faccio l'amore con finte carezze. ''Avanti un altro, e qualcuno che abbia voglia di ascoltare'' (Ligabue) ascoltare cosa? Io non ho nulla da dire, o meglio ho un nulla da raccontare e mi arrovello il cervello da anni per capire come fare. Mi manchi tu. Un ''tu'' qualsiasi, perché se mi manca qualcosa, posso dire di averla avuta mia. Mi manchi TU. 

Male di miele.


E poi ti ritrovi a casa sua, a cercare di memorizzare una dannata relazione per il prof più temuto della facoltà, e pensi ''ma cosa cazzo sto combinando?'' e l'unica cosa che riesci a risponderti è '' mi appunto un momento senza senso della mia vita, così ricorderò bene quanto sono cogliona delle volte.'' O meglio ''lasciati in pace e goditi una coccola, anche se sai che è fine a  stessa, perché il senso, molto spesso, le cose non ce l'hanno'' e ti siedi sul letto ed inizi a scrivere un appunto senza senso (appunto). Mi piace essere ripetitiva di tanto in tanto, mi fa sentire addosso una normalità che anelo ed esaspero da tre quarti della mia breve vita. E beh, L., allora che ci fai su quel letto con la sua maglietta addosso e le mutande grige con il ricamo bianco? Nulla, non ci fai nulla, a parte sesso, molto probabilmente. E ci ripensi e ti dici ''va bene così, hanno sempre preteso da te, e ti ha sempre dato molto fastidio, perché dovresti farlo tu con gli altri. E soprattutto, perché dovresti farlo con lui, che è stato l'unico a non averti mai chiesto nulla in tre mesi che vi conoscete?''. Oh, L., domattina ti alzerai da quel letto e non ti sentirai in colpa, nè così lurida e puttana come quella volta. Si, me la ricordo bene. Quando annusavi l'aria calda in quella stanza spoglia e, nuda, ti sei affacciata al balcone. Tutto sembrava così pulito, mentre tu eri ricoperta di merda. Ti piaceva l'aria fredda del mattino, ed hai preferito tenerti quell'aria, piuttosto che l'odore di fumo e birra. Come ci si sente ad esser consapevoli di aver rinunciato alla parte più bella e dolorosa di te? Ci si sente alla grande perché non te ne frega, anzi non te ne fotte, per restare in tema. Finalmente hai realizzato il sogno di una vita: pubblicare le tue poesie. Raccontano di dolori passati, di cose piene, di cose che avevano un vocabolario morale. Adesso parli di nichilismo, del nulla che ti porta lentamente all'autodistruzione, mentre all'università studi il fenomeno nella prospettiva oggettiva delle cose. Di quella cosa. Tu, esempio calzante di una generazione in degrado, vai a farti fottere e sii felice. Indossa i tuoi sorrisi di plastica, e cammina a schiena dritta. Lasciati morire, senza analizzare ogni briciola che ti scivola dalle mani. Lasciati morire per intero. In quel letto che ora occupi, in quelle vecchie parole che ormai non sono più tue, su quelle labbra che non pretendi. 

domenica 7 ottobre 2012

Hooverphonic

http://youtu.be/KG39Ml_uJjE

Ultimamente vado per il sensuale, più che per  il cattivo. Sarà che non mi importa più di un bel diavolo di nulla, sarà che vorrei chiudere occhio ogni tanto, sarà che ho bisogno di sentirmi innamorata, sarà che odio tutto e tutti, o meglio odio me stessa e lo riverso su qualsiasi cosa.

http://youtu.be/iknHPPYq4Ao


La sicurezza ha un ventre tenero
Ma è un demonio steso tra di noi
Ti manca e quindi puoi non crederlo
Ma io non mi sentivo libero

E non è dolce essere unici
Ma se hai un proiettile ti libero
Gli errori veri son più forti poi
Quando fan finta di esser morti lo sai

Copriti bene se ti senti fredda
Hai la pressione bassa nell'anima
Com'è strano il sapore che riesco a sentire
Male di miele
Male di miele

E la grandezza della mia morale
È proporzionale al mio successo
Così ho rifatto il letto al meglio sai
Che sembra non ci abbiam dormito mai

Copriti bene se ti senti fredda
Hai la pressione bassa nell'anima
Com'è strano il sapore che riesco a sentire
Male di miele
Male di miele

Ti do le stesse possibilità
Di neve al centro dell'inferno, ti va?
Male di miele
Male di miele

Scintille.

Dovrei smetterla di torturarmi.
Fondamentalmente la mia vita gira intorno ad un unico sadico concetto: quello dell'amore, ovviamente.
Sono piccola, come il titolo del mio stesso blog mi definisce, sono un punto ignorante, una senza voce. Non riesco a dire ''No'' ad un suo bacio, e non riesco a dire ''No'' al'impulso che provo di mettergli le mani fra i capelli, di accarezzargli il viso.

venerdì 5 ottobre 2012

Inverni e silenzio.


E' stato bello tenersi abbracciati, stringerci, serpeggiare famelici intorno ad un orgasmo.
E' stato bello stringerti le mani e sorridere ad occhi chiusi, ma dopo? Oggi è quel dopo ed io sono un iceberg in mezzo ad un oceano di nulla. Vorrei poterti dire di aver provato calore, ed invece è stato inverno. Non sono sporca, ma nemmeno felice. Vorrei rifarlo ancora, perché sappiamo farlo molto bene, ed è divertente vedere le tue faccine strane alla luce fioca. Vorrei farmi ancora male il bacino, e le mani, e la schiena, e le labbra, perché mi piace che tu mi faccia male. Ma non posso permettermi un' emozione. I mercanti come te non vanno molto d'accordo con i sognatori, e se tu potessi solo immaginare quali sono i desideri, le fantasie che mi passano per la testa, mi odieresti. Perché tu, mercante, non puoi permetterti d'innamorarti. Allora continuiamo a far l'amore col ghiaccio, con ogni fiocco di neve che ci cade sul cuore. Ieri notte ascoltavo note bellissime, ed anche tu eri bellissimo. Non bello agli occhi di un'innamorata stupida, ma a quelli di un'amante maliziosa, che ora come ora, vorrebbe solo un giocattolo nuovo ed altrettanto cattivo, da poter ferire fino in fondo. Ed io mi sentivo bellissima quando mi carezzavi la schiena, il ventre, le labbra, gli occhi e l'anima. Lì era tutta plastica ed acciaio, ed oggi sono ancora scostante e lucente, affascinante.


Non ho il diritto di emozionarmi.
Tu non hai il diritto di farmi male, ma continua a sfiorarmi piano.
Mi piace quella paura di crescere, quello smarrimento che hai negli occhi. Vorrei tanto saperti far male, così potrei farmene anche io e saremmo supernova. Un'esplosione di energia e sentimento.

Sei bellissimo.
Di una bellezza tragica e dannatamente cattiva. Di una solitudine troppo affine alla mia.




Io sognatrice, ieri notte non ho sognato. Ho preferito aggiustarti la coperta sulle spalle, perché basta tutto il freddo che hai dentro a farti male. Mi è piaciuto vederti abbozzare un sorriso sotto un mio bacio leggero. 
Come i piedi, sentirai solo un cuore freddo, ma se capiterà ancora, quel bacio, quella coperta, saranno la gentilezza che tengo riposta in un baratro in mezzo al petto. E' un mio segreto. E' il segreto che potrebbe rendermi bella, ma preferisco restar mostro e neve e ghiaccio ed inverno.