Al
terminal.
Ho
i pensieri incasinati. Vorrei scrivere tremila cose, ma mi sanguinano
le mani. Ci sono nuvole grige sulla testa, e grige sulla pelle, negli
occhi, sul cuore, dentro il cuore. Ma io ce l'avrò davvero un cuore?
Me l'immagino come un motore, non imperituro, nemmeno perfetto, solo
qualcosa di incasinato. Una fabbrica di operai disperati e sporchi.
''E io che il mio disprezzo me lo tengo dentro'' (Ligabue). Dovrei smettere
di ascoltare canzoni. Mi graffio da sola e non sto bene. Non sto mai
bene. Vorrei arrivare a capire cosa diavolo io pretenda da questa
fottutissima vita. Una casa? Un amore? Un silenzio mio? Ma ci sono
silenzi da possedere? Sarò sempre costretta ad ascoltarmi ed
ascoltare gli altri? Si dice che parlare faccia bene, ti lasci
scivolare addosso i guai, ma io ho dei guai? Piango per le mie
lacrime, mangio le mie mani, faccio l'amore con finte carezze.
''Avanti un altro, e qualcuno che abbia voglia di
ascoltare'' (Ligabue) ascoltare cosa? Io non ho nulla da dire, o
meglio ho un nulla da raccontare e mi arrovello il cervello da anni
per capire come fare. Mi manchi tu. Un ''tu'' qualsiasi, perché se mi
manca qualcosa, posso dire di averla avuta mia. Mi manchi TU.
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