Il tempo scivola dentro come sabbia in una clessidra.
Io, come sempre, resto spettatrice. Non so precisamente come sarebbe vivere in quel tempo.
Io sono pesante sulla luna.
Tutti quelli che conoscono vivono l'involvere e l'evolvere della propria vita. Io vivo in una casa, in una famiglia, in parole, in delusioni, in desideri sempre uguali.
I desideri... Dovrebbero averne solo chi può permettersi di avverarne almeno uno. Io vorrei. Io desidero. Io non ottengo cose piccole. Sono una di quelle persone che è sempre pronta a rinunciare per la felicità altrui, e sto lentamente rinunciando ad ogni mio desiderio pur di non far del male ai miei genitori. A parte il mio attuale ragazzo, sono gli unici con cui passi davvero del tempo. Tutto quel che avevo è andato in pezzi e non riesco a costruire qualcosa di simile, o di migliore. Perché io abbia rinunciato? Perché mia madre sa leggere nei miei occhi il desiderio di uscire con gli amici ogni tanto, di andare al cinema, di fare un giro al centro commerciale, di poter dire di si alle telefonate per le uscite serali, di poter essere una persona normale, con un corpo normale. Mia madre sa leggere nei miei occhi da attrice la piccolissima delusione di ogni no. Allora io rinuncio a quel desiderio che rende le persone al tempo, e ne resto fuori. Resto chiusa in questa casa per giorni interi per non sentirmi cattiva nel guardarla negli occhi. Vorrei chiederle scusa per ogni anno, per ogni mese ed ogni giorno ed ogni dannato tempo che ho passato ad esser arrabbiata. Io non lo sono mai stata con lei, ma con me stessa. Non sono mai riuscita a nasconderle il difetto. So di essere fortunata. So che c'è gente che darebbe qualsiasi cosa per essere al posto mio. Io darei qualsiasi cosa pur di non desiderare. Darei qualsiasi cosa pur di non lasciar trapelare ogni tipo di dolore. Io non so come spiegarlo, so solo che fa male, che quotidianamente le urla di mamma mi ricordano che non sono una brava attrice, che voglio troppo, che dovrei smetterla di volere.
Vedo le persone andare avanti e indietro ed esser capaci di raccontarsi piccoli, nuovi momenti. Io invidio quegli attimi, invidio quell'andirivieni.
Io voglio il mio tempo, la mia adolescenza.
Ho i libri, le mie fantasie, i miei desideri, le delusioni che sono.
mercoledì 27 febbraio 2013
mercoledì 20 febbraio 2013
Mulino bianco.
Spesso guardo le pubblicità della Mulino bianco e mi chiedo come facciano quei ragazzini a meritare quei bei sorrisi mattutini. Io la mattina mi sveglio con le urla di mia madre, pranzo con le urla di mia madre e la buona notte.. Beh, penso si sia capito. Ma alla fine la rabbia è passeggera, mente sempre. E la calma? Mia madre con calma stasera ha detto che sono una poco di buono, e con calma mi ha detto che sono una cafona. Con calma mi ripete che sono un'egoista, e con calma sa farmi male. L'ultima volta che è stata orgogliosa di me è stato quando ho vinto quel dannato concorso letterario. Lo odio; ha reso tutto ciò che è per me la poesia, l'inchiostro, qualcosa di scialbo. Come chiamare mare, una vasca piena d'acqua. La rabbia stanca, e mi rivolgo a chiunque legga il mio blog. La rabbia stanca e la tristezza indebolisce le ossa. Così si ripiega su sè stessi, finchè il cuore non implode e non inizi ad odiare la tua casa, a vederla come una prigione. Non mi piace odiare le persone. E' stancante e consuma le energie. Spesso mi ritrovo ad odiare mia madre, che non vede mai che qualcosa la faccio anche io. Io sono l'egoismo. Io il peso. Io.. Io..
Io che vorrei spesso sparire solo per non infastidire nessuno nemmeno respirando.
Io che so solo chiedere scusa.
Io che vorrei spesso sparire solo per non infastidire nessuno nemmeno respirando.
Io che so solo chiedere scusa.
mercoledì 6 febbraio 2013
Uomini che odiano le donne.
Conservo le parole più dolci come fossero gioielli inestimabili. Non ho più voglia di dedicare parole, od almeno non voglio che siano dediche visibili. Chiedo sempre agli altri come sia amare, e mentre mi rispondono penso all'odore del muschio bianco, della vaniglia, alle distese di tulipani, ai cimiteri silenziosi in cui mi lasciavo riposare. Non mi importa delle risposte. Mi importa di porre domande, perché se sarò sempre io a farle, nessuno dovrà nè potrà ascoltare me.
Non ne vale più la pena.
Non ne vale più la pena.
martedì 5 febbraio 2013
The little things give you away.
Se ne andrà.
Ed il punto alla fine di queste tre parole sarà lo stesso a quel noi che mi sta riempiendo la vita da quasi tre mesi.
E' strano. E' come se i brividi che solitamente partono dalla base del cranio e mi attraversano tutto il corpo, d'un tratto, viaggiassero contromano. Sento che il filo sottile con cui mi sono legata a lui si sta assottigliando. Non troverò più l'uscita di quel labirinto, e stavolta non preferirò restarci in quel dannato labirinto. Ci sono nata. Lui mi ha dato il filo. Io lo sto spezzando. Non posso negargli le amicizie, anche se tra quelle c'è Lei.
Lei che si è presa tanto della sua vita, che gli ha fatto provare l'amore, che gli ha fatto provare il salato delle lacrime copiose sulle labbra. Lei che gli ha spezzato il cuore.
Non voglio essere il motivo dei suoi rimpianti, non voglio che un giorno possa rinfacciarmi che ha perso tutti quelli che l'anno amato per colpa mia. Anche se quel giorno, così facendo, non arriverà mai.
Il ricordo è potente. Il ricordo è bastardo. E' il figlio di puttana che ti porta via chi ami da così poco. E lui se ne andrà. Quel brivido gelido è lo stesso che sento quando guardo un horror, ma lì posso spegnere la tv. Lasciare in sospeso il terrore, con la consapevolezza che quel film è solo l'ennesimo personaggio che hai visto nascere e morire. Io la morte me la sento dentro.
Se ne andrà, come se ne sono sempre andati tutti.
Anche se sapessi il giorno esatto in cui succedesse qualcosa, non ci sarebbe nulla che potesse impedire il suo succedere.
Ed il punto alla fine di queste tre parole sarà lo stesso a quel noi che mi sta riempiendo la vita da quasi tre mesi.
E' strano. E' come se i brividi che solitamente partono dalla base del cranio e mi attraversano tutto il corpo, d'un tratto, viaggiassero contromano. Sento che il filo sottile con cui mi sono legata a lui si sta assottigliando. Non troverò più l'uscita di quel labirinto, e stavolta non preferirò restarci in quel dannato labirinto. Ci sono nata. Lui mi ha dato il filo. Io lo sto spezzando. Non posso negargli le amicizie, anche se tra quelle c'è Lei.
Lei che si è presa tanto della sua vita, che gli ha fatto provare l'amore, che gli ha fatto provare il salato delle lacrime copiose sulle labbra. Lei che gli ha spezzato il cuore.
Non voglio essere il motivo dei suoi rimpianti, non voglio che un giorno possa rinfacciarmi che ha perso tutti quelli che l'anno amato per colpa mia. Anche se quel giorno, così facendo, non arriverà mai.
Il ricordo è potente. Il ricordo è bastardo. E' il figlio di puttana che ti porta via chi ami da così poco. E lui se ne andrà. Quel brivido gelido è lo stesso che sento quando guardo un horror, ma lì posso spegnere la tv. Lasciare in sospeso il terrore, con la consapevolezza che quel film è solo l'ennesimo personaggio che hai visto nascere e morire. Io la morte me la sento dentro.
Se ne andrà, come se ne sono sempre andati tutti.
Anche se sapessi il giorno esatto in cui succedesse qualcosa, non ci sarebbe nulla che potesse impedire il suo succedere.
sabato 2 febbraio 2013
Tragicacommedia.
Ho aperto un altro blog. Non so a cosa possa servire, ma scrivere su ogni pezzo di carta mi capitasse sotto mano è sempre stata una delle mie abitudini preferite. Stavolta sottomano m'è passato wordpress. Beh, vi lascio il link, se magari vi piacerebbe leggere altre delle mie romantiche minchiate xD
Trinity, with love.
[ http://tragicacommedia.wordpress.com/ ]
Trinity, with love.
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