Il tempo scivola dentro come sabbia in una clessidra.
Io, come sempre, resto spettatrice. Non so precisamente come sarebbe vivere in quel tempo.
Io sono pesante sulla luna.
Tutti quelli che conoscono vivono l'involvere e l'evolvere della propria vita. Io vivo in una casa, in una famiglia, in parole, in delusioni, in desideri sempre uguali.
I desideri... Dovrebbero averne solo chi può permettersi di avverarne almeno uno. Io vorrei. Io desidero. Io non ottengo cose piccole. Sono una di quelle persone che è sempre pronta a rinunciare per la felicità altrui, e sto lentamente rinunciando ad ogni mio desiderio pur di non far del male ai miei genitori. A parte il mio attuale ragazzo, sono gli unici con cui passi davvero del tempo. Tutto quel che avevo è andato in pezzi e non riesco a costruire qualcosa di simile, o di migliore. Perché io abbia rinunciato? Perché mia madre sa leggere nei miei occhi il desiderio di uscire con gli amici ogni tanto, di andare al cinema, di fare un giro al centro commerciale, di poter dire di si alle telefonate per le uscite serali, di poter essere una persona normale, con un corpo normale. Mia madre sa leggere nei miei occhi da attrice la piccolissima delusione di ogni no. Allora io rinuncio a quel desiderio che rende le persone al tempo, e ne resto fuori. Resto chiusa in questa casa per giorni interi per non sentirmi cattiva nel guardarla negli occhi. Vorrei chiederle scusa per ogni anno, per ogni mese ed ogni giorno ed ogni dannato tempo che ho passato ad esser arrabbiata. Io non lo sono mai stata con lei, ma con me stessa. Non sono mai riuscita a nasconderle il difetto. So di essere fortunata. So che c'è gente che darebbe qualsiasi cosa per essere al posto mio. Io darei qualsiasi cosa pur di non desiderare. Darei qualsiasi cosa pur di non lasciar trapelare ogni tipo di dolore. Io non so come spiegarlo, so solo che fa male, che quotidianamente le urla di mamma mi ricordano che non sono una brava attrice, che voglio troppo, che dovrei smetterla di volere.
Vedo le persone andare avanti e indietro ed esser capaci di raccontarsi piccoli, nuovi momenti. Io invidio quegli attimi, invidio quell'andirivieni.
Io voglio il mio tempo, la mia adolescenza.
Ho i libri, le mie fantasie, i miei desideri, le delusioni che sono.
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