lunedì 13 agosto 2012

Pasta, sugo e salsicce.

In certi giorni il sole diventa meno bastardo. Sono i giorni come questi, che si passano con chi sa far combaciare il proprio vuoto con il tuo, e forse si sente meno solo (un po' lo spero, in realtà).
Non mi interessa molto di chi legge le mie parole, difatti non le rileggo mai nemmeno io, ma ci sono giorni da dover descrivere. Giorni i cui si ha l'obbligo di ricordarsi di vivere, oltre che respirare. Non ci sono eventi particolari, nulla di veramente sensazionale, solo piccole briciole emotive che ci si lascia dietro. Poi ci si volta, e ti rendi conto di non aver pensato né al mondo, che ti rende solo e fottutamente cinico, né ai cocci di cuore che cerchi di incollare per ridargli almeno una forma.

Ho paura. Ho paura di qualsiasi cosa. Ho persino paura di dire che mi piace, che vorrei dargli fiducia, ho paura a fargli una carezza in più. Sono sconosciuta a me stessa, e mi piace farmi male, lo ammetto.
Però oggi non c'era nulla; solo il mare, la sabbia sottile e pasta sugo e salsicce.

domenica 12 agosto 2012

I'll wait for you there like a S T O N E. [Audioslave]

Non ho mai avuto né troppa fretta di crescere, né troppa voglia di tornare indietro.
Ho sempre accusato la mancanza del senso di pienezza, come se fossi in equilibrio su un dannatissimo filo e qualcuno mi puntasse un cannone contro.

Piume.

I segni dell'angelo che fui,
i graffi dell'uomo che sono costretto ad essere.

Ci sono poche scelte,
c'è poco da ascoltare.

Basta lasciar cadere le membra alla decadenza del vuoto.
Assistere ad un mondo in evoluzione.
chiudere gli occhi,
cadere e marcire.


Avrei voluto sentire la vita nelle vene, il cuore pulsare fino a farsi sentire. 
Sono i rami secchi di un albero spento.




Ho visto una stella ieri.
Non ho desiderato nulla, perché tutto è futile se non riesci a sentire
Vorrei un abbraccio da poter chiamare 'casa'.

lunedì 6 agosto 2012

Presa di coscienza e calci nel culo.

Preferisco la me crudele a quello specchio. Mi sono resa conto, o meglio, sono cresciuta, ed ho visto quanto gli uomini siano incapaci di slanci affettivi e compassionevoli. L'anima? La coscienza? La morale? Non esiste nessun freno all'oggettività del male. Nell'essere umano non esistono controparti in eterna lotta, esiste una matrice primarie che, come un albero al sole, modella a seconda della posizioni in cui la si costringe. Allora perché guardare a tutto con fiducia? Perché auto-infliggersi la sofferenza di continue delusioni?
Abbiamo bisogno dell'amore, ma non lo si può ammettere perché rende deboli, dipendenti.
Abbiamo bisogno ti una carezza dopo il disastro di una giornata, ma preferiamo i graffi.
Abbiamo bisogno di carne contro carne, ma ha solo il sapore del sesso.
C'è vuoto intorno a me.

Preferisco diventar anche io nulla,
mimetizzarmi, insomma.

domenica 5 agosto 2012

''Io sento un vuoto di senso'' [I giorni dell'abbandono]

Alla fine ci sono caduta anche io nel sesso occasionale e mi ha fatto più male di quanto pensassi. Ho il cuore in frantumi. Sono l'ennesima bambolina in balia di un orgasmo. In fondo, come ho già detto, l'amore non è altro che un coito ben riuscito. Sono una diciannovenne troppo sensibile, legata ad immagini amorevoli troppo vere, per non starci male. Anche il tripudio finale mi snobba. Le mie attività nel sud-ombelico sono dettate da quelle fottute scariche cerebrali, che mi ostino a chiamare sentimenti. Sono costretta a sopportare dolore, a ricercare il MIO sguardo fra la gente. Ma quello sguardo non c'è mai: ci sono solo corpi caldi, sinfonie di animi spenti e vogliosi. Una gigantesca macchina sessuale, concepita per il solo piacere fisico. Io voglio di più. Voglio sentirmi come quella sola notte in cui non mi sono sentita umiliata, sotto le tue fredde membra. Voglio provare quella sensazione di vuoto, piacevole annullamento del corpo, sentire un'anima stretta alla mia, soffocarla nel calore, implodere in una lacrima nascosta perché c'è stato qualcosa di mio. Io sono sta qualcosa, qualcuno. Vorrei che un cuore potesse cancellare i limiti che il mio corpo martoriato mi impone. Vorrei poter accarezzare un viso, senza sentirmi distrutta dentro.

Sono macerie e sangue.


'' Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate''

[Voglio una pelle splendida - Afterhours]

Parole poetiche e bastarde.

Ultimamente scrivo in un modo alieno.
Sono cattiva, volgare. Non mi riconosco più.
Sento il bisogno di piangere,
restare in silenzio, come quando ti osservavo farmi male. Il tuo nome è solo una dolorosa e poeticissima parola. La me cresciuta che sputa sulla me che hai ucciso. Mi invento una dolcezza, che non riesco più ad avere. Non riesco più ad accarezzare un viso.
Il mio è il romantico desiderio di un bacio sentito (to feel).

sabato 4 agosto 2012

Pugnali inzuccherati.

Forse sarebbero stati pugnali inzuccherati
quelli che abbiamo tentato di piantarci nel cuore,
ma il mio sguardo è troppo amaro per cercarti, bello fra la folla.
I manichini circondano il calore sentimentale della bambina che fui;
tu, troppo imponente per la mia figurina scarna, ti ostini a torturarmi.

Troppo grande,
troppo perfetto ai miei occhi illusi.

Allora fanculo il romanticismo e le figure retoriche,
fanculo i sogni ed i cuori rossi di S. Valentino,
fanculo le carezze, lo sguardo dalle mille parole.

Fanculo solitudine.

Fanculo me, cresciuta sui cocci delle favole.

mercoledì 1 agosto 2012

Contraccettivi.

In pochi mesi, le poche certezze che avevo sono crollate.
La polvere di queste macerie mi è entrata nei polmoni.
Così, annaspo.
Credevo nel valore dell'amicizia, quella vera e duratura, quella che non conosce confini geografici, ma non avevo preso in considerazione un limite ben più superficiale, a cui ancora non so dare nome. Questi due mesi hanno preteso da me molto più di quanto il tempo, fino ad ora, abbia mai fatto.
Mi hanno tolto ogni appiglio: amore, amicizia, famiglia.
Mi hanno tolto le poche cose che mi rendevano una bambina ancora in grado di sognare. Preferisco il mero cinismo, la trombata occasionale con la vita; preferisco la solitudine auto-inflitta a quella costretta.

Il cuore non è un muscolo, è sentimento.
Frantumato, si sparge sui cocci dell' effimera esistenza,
e resta solo orgasmo.