mercoledì 4 aprile 2012

La notte.

Quattro dischi presuntuosi che inseguono un orizzonte,
belli e fragili sotto il peso del cielo.

Poi cala il silenzio.
Finiscono le grida gioiose;
resta il vento a cullare timidi sogni
e folli paure
e taciuti desideri.

Restan soli gli uomini con le lacrime infami;
restan sole le donne con i loro secchi ventri;
a marcire i bambini fra le braccia dei mostri.

La pallida dama, intanto,
canta delle sue figlie
e delle sue morti.

Un inferno di fuoco e vita,
e tutto torna a muoversi.

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