mercoledì 12 settembre 2012

Caro il mio relitto,

questa è l'ennesima lettera che non spedirò mai. La lettera che, in fin dei conti, stai scrivendo di tuo pugno, ma  cercherai di non rileggere. La lettera in cui ammetti di aver imparato di nuovo a battere, almeno un po'.
Ringrazia quel ragazzo scalmanato, con gli occhi scuri e le belle mani. Ringrazialo perché sei riuscito a scoprire un altro mondo come il tuo, che seppur non ha combaciato con il suo, sai almeno che esiste. Ringrazia quello stesso ragazzo dagli occhi scuri ed il sorriso un po' triste perché si è ricordato di dirti che sei bello, con tutte le tue manie, le tue passioni ''strane'', la tua lunaticità, le tue debolezze. Ringrazia quel ragazzo dalle mille storie da raccontare perché per un po' ha sognato con te, ti ha dimostrato che i tuoi vuoti non sono soli, che le solitudini insieme, fanno qualcosa di bello e si suicidano in nome del sorriso. Ringrazia per l'ansia prima di ogni uscita, e ringrazia per quella notte passata sotto le stelle, mano nella mano, la stessa in cui hai ricominciato a respirare. La notte in cui hai provato calore. Ringrazia perché, anche se sanguini, la tua anomalia era diventata speciale normalità.
Ringrazia la vita perché si lascia assaggiare, per poi mozzarti la lingua.
Ringrazia te stesso per non esserti innamorato, ma esser rimasto con i piedi per terra.

Ringrazia quel ragazzo per aver reso la tua padrona un po' più cinica di prima.

Ringrazia per quell'amore che si chiude in amplesso carnale, che forse è più vero di quello delle tue mille care poesie.


[''L'amore è un coito riuscito bene'']

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