Non c'è un confine fra pelle ed anima.
Mentre l'una si squarcia,
l'altra fuoriesce e si distende per trovare peso e materia.
Per trovare forma.
E' un infinito crudele,
strazia la mente, che non può capirlo;
stringe il cuore, che non può sentirlo.
Sono le libertà negate a stringere il coltello,
e le consapevolezze a premerlo sulla carne.
Lasciano spazi precisi in cui ritrovarsi.
Troppo piccoli per poterli abitare,
enormi e spaventosi baratri in cui annegare.
Non ci sono più vertigini,
non c'è paura, nè ''se''.
C'è che mi sono persa.
C'è che sono stanca e consunta.
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