domenica 19 febbraio 2012

Commesse da estinzione.

Oggi scrivo qualcosa di meno drammatico e da taglio arterioso.

E' stata una giornata fantastica.
Sono andata al Vulcano Buono con la mia migliore amica.
Sono poche le giornate così. Una valvola di sfogo per la monotonia di un paesino da strapazzo, con gente un po' burina e pidocchi impellicciati. Fra poco lei andrà a Roma a realizzare il suo sogno, e (forse) un po' anche il mio di frequentare la Sapienza e diventare grande.
Forse con le parole non si possono dipingere certe cose, ma lei è già così grande e bella. Ciò che la rende tale è la sua inconsapevolezza, la sua melanconica allegria che io prendo sempre in giro. Il suo buffo modo di dirti che ti vuole bene, con il viso gelido ed un grande cuore che ti abbraccia.
Mi mancherà. Mi mancheranno le serate come del San Valentino solitario passato a ridere istericamente e a cantare canzoni per poter piangere insieme una volta tornate a casa. Avevo detto sarebbe stato uno sfogo meno deprimente, ma sfocia sempre in quella maledetta tristezza che non riesco a togliermi da dosso.
Sarà lontana, ma ho ancora le cianfrusaglie rubate da H&M e quel dannato Milkshake riuscito male, la sua risata che porto sempre dietro come porta fortuna.


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