lunedì 6 febbraio 2012

http://youtu.be/OqpgNGVeiWE

E' la scena di uno dei miei film preferiti.
La mia è la telecronaca di una realtà vista con occhi di chi non è bambino, ma nemmeno troppo adulto per poter considerare nel modo che tutti definiscono ''giusto''.
In questo stralcio di vita basso borghese, di una normalissima famiglia romana, vi è racchiusa l'ideologia quotidiana di un uomo, che purtroppo, tendenzialmente è portato a volere non di più, ma TROPPO.
Non sono una di quelle che pensa nella vita bisogni accontentarsi, ma cazzo, se si è arrivati al limite, al punto in cui devi per forza metterti seduto e godere dei tuoi sforzi, delle tue fortune, delle abilità ricevute da un destino o da un famigerato dio, spezzati le gambe e fallo. Non c'è molto da soffrire, o di cui discutere. E' sottile la differenza fra arresa e pretesa. Non si può pretendere di diventare quello che ci si crede di essere per il semplice fatto che ci si ostini a vedersi così: uomini grandi e ''spettacolari''. Bisogna avere anche l'umiltà di dirsi poco colti, poco ricchi, poco raffinati, poco socievoli, poco se stessi, troppo altro, troppo cinecittà, troppo sogno-irrealizzato-che-non-vuole-restare-chiuso-in-un-cassetto. Che ci si impegni fino a stramazzare a terra per poter raggiungere i più alti livelli nella cosiddetta scala sociale con presuntuosa umiltà, consapevolezza e cultura, ma basta col servilismo, col finto buonismo che sfocia nella figura del ''lacchè'' che tutti conosciamo fin troppo bene. Basta col guardarsi allo specchio affiggendosi la maschera di chi può tutto, perché non tutti possono, non tutti devono potere e seppur sembra sbagliato, il mondo è così: se si vuole far qualcosa, ci si metta di cuore per tempo. Su quelle vette ci son più sbagliati che giusti, ma anche questo è giusto, perché il buono si deve distinguere, deve far valere gli anni passati a scalciare e sgomitare fra ipocrisia e nepotismo. Gli anni adatti e giusti. La conoscenza futura adeguata alla posizione futura.
Bisogna lottare quando il proprio tempo lo richiede, e se non ce la si fa, rendersi conto di averci provato e di esser fortunato anche per le piccole conquiste.

Peace, love an' stay strong.

2 commenti:

  1. E ci sono un sacco di strade che si aprono se in una si trova una sbarra chiusa.

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  2. Più che altro penso che la santa ostinazione sia positiva, ma affannarsi tutta una vita per qualcosa che concretamente non puoi raggiungere perché non ne hai gli strumenti, sia un po' uno spreco di tempo. Che si inseguano i sogni, ma senza finire in illusioni quasi infantili pur di realizzarli =/

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