giovedì 2 febbraio 2012

Un voto per una vita (?)

Ho diciotto, lunghissimi anni, e non perchè mi voglia spacciare per l'ennesima mocciosa matura e consapevole. Non me ne faccio nulla delle poche esperienze, dei mille libri, delle poesie scritte sui pezzetti di carta straccia. I miei anni sono lunghi perché così me li voglio sentire: mi sento vecchia nel fisico che, a metà fra l'adolescenze e la tanto ripudiata età adulta, già mi sta abbandonando; mi sento vecchia nel morale perché le possibilità mi scorrono addosso e non riesco a far altro che restare inerme, che,guarda caso, fa rima con ''verme'', perché è così che mi sento quando vedo la mia poca intelligenza sprecata in quattro chiacchiere campate in quest'aria viziata.
Non c'è arte nelle mie attuali parole, non c'è nulla del fantomatico entusiasmo adolescenziale che tutti agognano. Ma davvero ancora ci crederete a quel concetto che si avvicina più ad un'utopia, che ad una speranza. Non sono cinica. Mi piace il mondo, la mia età, i fiori e i dannati arcobaleni, ma non mi piace vedere ogni mio impegno che scorre giù per il cesso. Non mi piace vedere il mio senso critico andare sempre più al famoso paese, di cui evitiamo il nome. Stasera mi sento tanto giornalista/blogger che cerca di essere poco scurrile, ma tanto coerente. Perdonate la mia pecca sarcastica e quasi autoproclamativa, ma sono stanca di sentirmi sempre così mediocre e non mi propinate la classica favola dell' ''impegnati e sarai premiato''. Nel mio buco non esistono cose come la meritocrazia, né opinioni, né briciole di soddisfazione.



''Mi rendo sempre più conto che sono predestinata alla pochevolezza della possibilità.''

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