venerdì 3 febbraio 2012

Panta rei.

Se rileggo ancora una volta le parole vecchie di anni, impazzisco.
Come si fa a cambiare?
Quando ci si accorge di esser cresciuti o tornati indietro pur di non farlo?
Di tanto in tanto vado a rileggermi. Rivedo le mie ostinate opinioni, le mie stupide convinzioni, che col senno di poi, sono cadute ai miei piedi come frutta troppo matura.
Siamo davvero una primavera così fugace?
Non voglio sapere chi sono e cosa ci faccio qui; vorrei solo sapere il punto preciso in cui sono cambiata. Cosa c'era a farmi compagnia? Chi o cosa è andato come è venuto?
Bah, forse la Merini aveva ragione...mi sveglio in formo e mi deformo attraverso gli altri.

2 commenti:

  1. Capita spessimo anche a me di rileggermi e riscoprirmi... Personalmente credo che ci si accorga di cambiare/maturare solo quando ci si ferma e si ripensa al passato. Quando si è dentro questo processo è difficile accorgersene se è lento.
    Direi che è normale, dal basso della mia brevissima esperienza di vita. Certo è che, dopotutto, rileggendosi e rendersi conto di un cambiamento è sì piacevole perchè si sa di essere maturati, ma è un piacere dolceamaro perchè ancora non si sa se e come cambieremo.
    Questi scavi psicologici (interessante chiedersi il punto preciso del cambiamento!) sono pane per i nostri denti... ne saltano fuori flussi di coscienza spettacolari a volte :) ed è bello scriverne, e rileggerli fra un po' di tempo :)

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    1. Effettivamente è davvero bello vedere come una stessa persona possa riprodursi in così tanti individui. Un po' fa paura, perchè ci si chiede se un giorno ci si fermerà mai al punto di ''arrivo''; d'altro canto non vorrei mai avere un punto preciso a cui arrivare. Dopo non saprei cosa fare xD

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