mercoledì 15 agosto 2012

Avrei preferito cucirti sulla pelle senza anestesia.

Oggi si parlava di ex ragazzi e di rimpianti.
Mi è scesa una lacrima ripensando al primo, vero ''ti amo''  abbia mai pronunciato; anzi, al primo, vero abbia mai sentito. Ricordo il battito accelerato, il leggero rossore sulla mia carnagione olivastra. Ho pianto più per la fine di quell'amore così innocente, e così troppo maturo per quello che eravamo: io, con le mie crisi autodistruttive; lui, con il suo egocentrismo infantile ed il suo egoismo senza termini di paragone. Penso tutt'ora fossimo perfetti l'un per l'altra, ma io ho troppa passione dentro, che andava suicidandosi sotto il peso del suo cinismo. Sento ancora l'odore delle umiliazioni sulla pelle. Le umiliazioni da bambina alle prime armi con la carne e con i veri sentimenti. Ricordo quell'unica volta in cui ho potuto sentire d'aver fatto 'l'amore', quell'unica volta in cui non sono stata una prostituta bambina, senza occhi, senza cuore. Alla fine ho adottato anche io un po' di quella visione cinica e crudele. Sono diventata una persona fredda, poco incline a slanci affettivi, poco incline all'usare parole dal suono dolce. Vorrei saper parlare il tedesco perché è così forte, una lingua con cui potrei anche disegnare la frustrazione per la ragazzina che sono stata.


Eppure sono un essere facile da dimenticare e torturare.


Adesso posso ammettere anche di volermi innamorare, ma non del primo che passa e mi lascia una carezza a mezz'aria. Vorrei una mente con cui poter fare l'amore; carne da mordere; vita da vivere; posti da chiamar casa; sorrisi senza ossessioni; gelosie agrodolci e anche maliziose. Vorrei braccia che mi stringano ad un corpo con cui dividere il poco calore rimasto. Sguardi silenziosi, un amore taciuto e vissuto. Semplice e maturo, comprensivo.

Adesso che ho ammesso la nostalgia per me stessa, ammetto la nostalgia di quel 'lui' unico, e un po' mio.
Di quella me unica e un po' sua.

Non ho molto,
non sono poco.
Ho il nulla,
ma un nulla pieno,
intenso,
amabile,
crudele.

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