lunedì 27 agosto 2012

http://youtu.be/TkazpcEB6qI

Il mostro.

E' una definizione che mi sono data da anni. Non uno qualsiasi, ma IL mostro, perché io sono quello che più mi fa paura, sono ciò che temo quando la casa è buia e non ci sono rumori a tenermi compagnia. Io che mi lascio pensare troppo e per troppo tempo, mi deformo sotto il peso di tutto il mondo che porto dentro. Vorrei che stavolta non fosse il ragazzo di turno, ma in cuor mio so che è così. Per me può esser solo così.
Vorrei che le amicizie createmi, non si distruggessero come castelli di sabbia sulla riva.
Vorrei che il mio fisico riuscisse a sopportare il peso dei miei pensieri. Vorrei saper desiderare qualcosa di concreto e superficiale.
La carne che sono non serve ad un  obbiettivo fotografico, ma alla mia morale malsana di stampo greco: ''chi è bello, è anche buono''. Una morale che viene dal fuori per innestarsi nel dentro. Sono stanca dei fantasmi e della nostalgia infantile. Voglio una me stessa a cui dare la colpa, ma mi perdo ogni giorno nel labirinto di questa casa troppo grande per la mia piccolezza, troppo fredda per i le mie ferite. E' l'amore in ogni sua forma, ad ammazzarmi.
Se mi tocchi , sento la pelle, il muscolo, le ossa, il sangue e l'anima che mi sfiorano.

Sono un recettore senza limiti e tu, divertito, mi lasci impazzire.

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