venerdì 24 agosto 2012

Nobile volo sui salici piangenti



E' stato bello farci male,
morire ed aspettare di risorgere
davanti agli occhi curiosi e maliziosi.
Il mio è un tempo in scadenza,
un sorriso falsato dall'egoismo.
Il tuo un cinismo pavido,
che impallidisce al giudizio.
Ma i miei sogni,
il mio verde sempre triste,
la mia musica tropp'assente,
i miei soldati d'inchiostro hanno saputo distruggere
e ricostruire.
In mezzo al petto non ho il nostro vuoto,
solo l'assenza di un motore che ha saputo tenermi in piedi.
Osservando figure innamorate,
traspare la semplicità,
come i fantasmi con cui mi piace stare a letto.
E mi piace cullarmi sull'indifferenza.
E mi piace aver la faccia tosta di sembrar felice.
E mi piace piangere i miei silenzi.
E mi piace urlare le mie sconfitte.
Io sono una canzone graffiata via dal vinile.
Le parole le ricordo,
è la musica che mi manca.
Tu non sei musica.
Tu non sei frastuono.
Tu sei fumo di sigaretta,
che mentre annerisce,
lascia sapore sulle dita,
sui vestiti,
sulle lenzuola sporche d'amore,
sul seno che sa accogliere.

Eppure sogno d'esser aria,
e vento,
e salice piangente,
ed ogni traccia del cancro
che siam stati è svanita in un dolce meriggio di primavera.

Eppure sono petalo di pesco,
profumo senza origine,
aquila e confine.
Nei miei cieli cobalto,
le rondini hanno imparato a volare,
a raccontarmi libertà,
e pace,
e miseria,
e destinazione.

Eppure le tue braccia sapevano soffocare,
ed io adesso,
rondine senza confine,
gabbiano senza oceani,
so volare,
lasciarmi andare.

Lasciar andare te,
il ricordo,
la memorabile prigione,
la voce stonata con cui mentivi.

[Trinity]

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